Pidoni messinesi

Un omaggio di Tommaso Cannata, il “bakery chef” messinese, che generosamente ha svelato a Giusina come fare i pidoni o pitoni messinesi: tipici calzoni dello street food siciliano ripieni di scarola, formaggio e alici. Scopri ingredienti e procedimento!

  • Preparazione40 min
  • Cottura10 min
  • Porzioni6
  • DifficoltàBassa
1 kg farina 00
470 ml acqua
2 gr lievito
50 gr strutto
10 gr sale

Per il ripieno

Scarola riccia
Tuma
Pomodoro
Acciughe
Olio di semi per friggere

La ricetta dei pidoni messinesi, ovvero i fantastici calzoni fritti che potete mangiare per strada a Messina, nascono dalla tradizione della cucina più povera. Una volta questi “rustici” venivano fatti con la rimanenza della pasta del pane e riempiti di formaggio, scarola, pomodori e alici. A parte il ripieno “tradizionale”, è consuetudine ormai trovarli anche con ripieni diversi. La ricetta proposta da Giusina è di Tommaso Cannata, figlio d’arte in fatto di panificazione da ben quattro generazioni di mastri fornai messinesi. I "pidoni" vengono chiamati anche "pitoni" (in siciliano invece “piduni”). Pare che la forma più corretta sia quella on la "d", perché il loro nome deriverebbe da "pedi", ovvero "piede". Una metafora, simile a quella per cui da “calza” si arriva al calzone. La diatriba sul nome però non è l’unica, infatti ci sono sostenitori di ricette di pidoni senza lievito, con un impasto chiamato "a vento": molto sottile, sfogliato e friabile, adatto se non utilizziamo nel ripieno i pomodori. 

 

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La tradizione vuole che si preparino per la Vigilia di Natale, ma una volta provati ci prenderete gusto e non riuscirete ad aspettare una sola occasione. Per farli inizia impastando tutto mettendo dopo alcuni minuti il sale quando l’impasto sarà bello liscio. Far riposare per circa 20 minuti e poi formare delle palline da circa 80 grammi. Coprite e mettete in frigo per almeno 12 ore. Dopo la lievitazione, schiacciare la pallina fino ad uno spessore di qualche millimetro, mettere al centro dei pezzetti di acciughe dissalate o sott’olio, la tuma o il primo sale, la scarola riccia tagliata finemente e qualche pezzetto di pomodoro maturo asciutto. Prendere un lembo della sfoglia e appoggiarlo sull’altro facendo una mezzaluna e sigillate con i lembi con una forchetta. Friggete in olio ben caldo (170 gradi circa) per immersione. Servire caldo. Va accompagnato di solito con una buona birra cruda oppure con un buon bicchiere di vino bianco tipo grillo.

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